Gobbe del folletto

Quella delle Gobbe del Folletto è una storia a metà tra la follia e l’incapacità di valutare correttamente le distanze ad occhio. Fatto sta che partiamo dal Lago di Malga Bissina con la convinzione che basti un’ora per arrivare al rifugio della Val di Fumo e poi, da lì, un’ora e mezza per arrivare sotto la parete delle Gobbe del Folletto dove già esistono due vie di Giorgio Tameni, aperte addirittura in giornata partendo dal parcheggio del Lago.

Il panorama dalla base parete; sullo sfondo il Lago di Malga Bissina
L’attraversamento assistito del fiume
Andrea durante l’apertura di L1 6a

Noi non siamo altrettanto “gambati” e pernottiamo al rifugio, ma l’ora e mezza valutata dalla finestra della nostra camera si rivela un fake clamoroso.  L’avvicinamento, con gli zaini carichi, si rivela una vera pena, tanto che, dal rifugio, impieghiamo più di 4 ore per arrivare sotto alla parete. E’ proprio questa circostanza che ispirerà il nome la via che andremo ad aprire, cioè “Mai una gioia”.  Riferimento ai continui nuovi scenari che ci comparivano davanti agli occhi percorrendo il sentiero, ed erano sempre nuovi scenari in salita. Considerato il ritardo con cui arriviamo alla base, scegliamo una porzione non troppo alta di parete, a sinistra delle vie di Tameni.

Annalisa sul chiave di L2, 6c
Andrea apre a vista L3, 6c

Rapidamente nasce appunto “Mai una gioia”, una via corta (5 tiri di cui l’ultimo facile e senza sosta, da disarrampicare)  molto bella su roccia semplicemente perfetta e con una zona chiave su placca puntellata da funghetti di granito dove bisogna essere precisi e decisi nei caricamenti. Non crediamo che avrà mai una ripetizione perché nessuno è tanto pazzo da fare cinque ore di avvicinamento per percorrere solo 5 tiri… E’ però altrettanto vero che dalla parete si gode uno dei più incredibili paesaggi sull’intero massiccio dell’Adamello…

Andrea in apertura su L3 6c
Annalisa su L4, 6a
I caratteristici cavalli della Val di Fumo

Dal Lago di Malga Bissina si va al rifugio Val di Fumo in circa 75′. Da qui galoppando si arriva in tre ore alla base della parete, prima risalendo il fondovalle  fino a due massi attrezzati per l’attraversamento del torrente e poi salendo a destra, ometti, fino a oltrepassare il coster; dal suo crinale ancora lungamente per morena fino alla base della parete. Se non galoppate sono 4 ore.